Una versione editata di: Un Mare di Sangue: la verità sulla Russia
bolscevica (A Sea of Blood: the Truth about Bolshevik Russia), un
opuscolo di 12.000 parole pubblicato in origine a Monaco (1926) e
scritto da un rifugiato politico russo conosciuto come "Dr. Gregor".
1. Introduzione
Nove
anni sono già trascorsi dall'inizio di quell'indescrivibile crimine
contro l'umanità che fu la Rivoluzione Bolscevica del 1917. Oggi, al suo
nono anno, esiste un governo che si dichiara il governo degli operai e
dei contadini,
ma ai suoi vertici non ci fu mai ne un operaio ne un contadino.
Per
nove anni si è fatto uso della tortura in nome della democrazia, come
strumento ufficiale dello
stato. E nel nome del socialismo milioni di persone per bene sono state
assassinate, fatte morire di fame, oppure esiliate dalle loro case e
dalle loro terre in lontani angoli del mondo.
Nel nome del proletariato, il popolo russo è stato soggiogato da
stranieri di rango, il suo appello è stato messo a tacere e i loro corpi
spediti in fosse comuni, con l'acclamazione della Terza Internazionale
Ebraica.
Un vecchio detto russo dice: "Non ci sono così tante bugie come prima
di una guerra e dopo una partita di caccia". E infatti la Grande Guerra
(Prima Guerra Mondiale) non ebbe mai un vero armistizio, in realtà non
ebbe mai una fine.
E la caccia a più teschi umani, ovviamente di cristiani e ariani,
continua sulla base di un sinistro e sistematico progetto. Così la
grande menzogna continua a fiorire, in effetti una forma di culto del
Padre delle menzogne da parte di
quella canea internazionale che si fanno chiamare Bolscevichi.
Mundus vult decipi! Il mondo vuole essere ingannato!
Crede alle bugie sovietiche, ai racconti di fantasia e partecipa
persino a questa commedia malata, inviando delegazioni di persone ben
note, di sinistra ovviamente, incapaci di comprendere la lingua russa e
a sostegno degli obiettivi della terza Internazionale!
La Terza Internazionale era la terza grande conferenza tenuta dagli ebrei ultra-radicali ed i Marxisti nel 1919 per
coordinare le attività comuniste nel mondo.
Ora questi ospiti
stranieri vanno nella Russia Sovietica per "studiare" la situazione.
Questi tizi non hanno alcuna idea di cosa fosse la Russia
prima dei Bolscevichi e cosa sarebbe potuta diventare nel frattempo
senza di loro! Inoltre, i nuovi amici dell'Unione Sovietica dimostrano
buona conoscenza ed apprezzamento per il nostro
caviale e la vodka! Il caviale è buono, la vodka brucia come fuoco
quando va giù e nei cervelli annebbiati della buona volontà
democraticaci si dimentica dei fiumi di sangue, i frammenti umani sparsi
e lo
sferragliante rumore di milioni di catene di schiavi.
Così a
democrazia internazionalista festeggia il suo rito sacrificale.
L'agnello cristiano è sgozzato e Anna e Caiaphas (leaders ebraici nel
Sanhedrin che condannarono a morte Gesù), che oggi rappresentano il
capitale azionistico internazionale, sono gli ospiti d'onore alla festa.
Nota di Isabella Fanfani:
Marx, Engels, Lenin e Trotsky furono i
quattro ebrei che collaborarono alla distruzione della Russia cristiana
degli Zar e sostituirla con
un Comunismo ateo durante il quale 66 milioni di cristiani russi
perirono nei gulag gestiti dalla Cheka.
2. La sistematica distruzione della Russia
I figli dello Zar Romanov Nicola IIº nel 1906. La Gran Duchessa
Olga, nata nel 1895, Tsarevich Alexei,nata nel 1904, Gran Duchessa
Tatiana, nata nel 1897, Maria, nata nel 1899, Anastasia, nata nel 1901.
Tutti assassinati dai comunisti.
La vecchia Russia non esiste più.
Al suo posto abbiamo un
enorme deserto: il 90% della sua intellighenzia annientata, la sua
classe media distrutta, la sua classe operaia fatta ridiventare ancora
serva, ma questa volta servi in fabbriche statali,operai che al solo uso
della parola "sciopero" possono essere messi al muro! In quanto al
contadino, questi non è altro che
una bestia da soma, un cammello nel Sahara sovietico, che lavora per i
suoi sfruttatori ebraici e quasi senza paga.
Per una persona
inesperta deve essere completamente incomprensibile come un così potente
impero, apparentemente in una notte di rivoluzione, abbia potuto
incendiarsi ai suoi quattro angoli ed essere distrutto.
Comunque non è successo tutto in una notte.
Gli avvenimenti del Marzo 1917, il rovesciamento dello Zar da parte
della classe media di Kerensky, e del Novembre 1917, il golpe bolscevico
contro il governo di Kerensky, furono soltanto il risultato visibile di
anni di pazienza e attività sotterranee da parte dell'Internazionale
Ebraica: un lavoro che non cominciò nelle menti criminali di Marx,
Kautsky e Engels, ma in una precedente alleanza dell'ebraismo con i più
alti gradi della Massoneria mondiale.
Questi eccelsi "idealisti" hanno torturato e ucciso
in nome degli operai e dei contadini russi, e secondo le loro proprie
statistiche, il seguente numero di vittime nei primi quattro anni della
gloriosa rivoluzione russa: 28 vescovi della Chiesa, 1,215 sacerdoti e
6.000 monaci. Perché? Soltanto perché erano vescovi, sacerdoti e monaci e
perché credevano in Dio, il quale è solamente una superstizione usa e
getta della classe media.
Dopodiché fu la volta di 8.800 dottori cristiani e i loro
assistenti. Perché rappresentavano la classe media della medicina non
ebraica.
Poi toccò agli ufficiali: 54.650 dell'esercito e
della marina, 10.500 funzionari di polizia (dal grado di tenente in su)
e 48.500 poliziotti di grado inferiore. E per quale ragione?
Perché erano ufficiali di polizia e dell'esercito e tutti noi
sappiamo
che il "militarismo" non è più ammissibile per qualsiasi popolazione
bianca nazionalistica e consapevolmente ariana. E' solo ammissibile ai
banditi Rossi che si autodefiniscono proletari e che scavano una fossa
comune al vero proletariato.
Poi ci sono 260.000 soldati del
vecchio esercito fedeli alla bandiera, tutti fucilati. Ma anche questa è
una statistica trascurabile.
Ora è il turno della intellighenzia: insegnanti, professori,
ingegneri, impresari edili, scrittori e giudici, specialmente giudici,
perché essi erano i più pericolosi per uno stato governato da criminali
condannati.
A questi dobbiamo aggiungere avvocati, procuratori
distrettuali e tutti quei mestieri derivanti da lauree universitarie,
per raggiungere il numero di 361.825 assassinati fra i membri delle
professioni
più quotate.
Non mi soffermerò sulla classe di proprietari terrieri, consistente in un numero di 12.950 persone, anch'essa annientata.
E
quando qualcuno mi chiede come l'intellighenzia russa può
sopportare il giogo bolscevico, gli rispondo sempre che l'intellighenzia
russa o si trova a sei piedi sotto terra oppure è in esilio e che quel
poco che è rimasto ha sofferto una tale e sistematica umiliazione da
parte del rullo compressore comunista da giocarsi anche l'ultimo
battito di autostima e di onore personale.
Arriviamo infine al modesto numero di operai e contadini condannati a morte dallo stato degli operai e dei contadini.
Questi ammontano a 192.350 operai e 815.000 contadini.
Tutti questi dati sono statistiche ufficiali pubblicate dalla Cheka
(precursore del KGB) e stampati su giornali bolscevichi dell'epoca
quando
le forze anti-comuniste della Russia Bianca combattevano Trotsky e
l'Armata Rossa (1917-1921).
Tutti questi fatti possono essere verificati nei volumi completi informativi o estratti pubblicati nel 1922 dal Ministero degli
Affari Interni del Regno di Serbia, l'unico paese in Europa che sta combattendo senza sosta contro la malattia del comunismo.
Persino
questo enorme numero di vittime è piccolo se paragonato alle persone
mentalmente
malate che se ne vanno in giro libere per la Russia Sovietica,
4.800.000 di loro. Ma non c'è da stupirsi. Nemmeno la vecchia Russia
aveva abbastanza ospedali e sanatori per loro. Ora tutto il paese è
diventato un
manicomio.
Le uccisioni continuano ed il sangue continua a scorrere ma solo sangue cristiano e ariano.
Quando,
durante la carestia del 1922, 30.000 esseri umani morivano ogni giorno,
il leader ebraico Trotsky fece la seguente nota sarcastica: "Tanto
meglio, guardiamo al lavoro cartaceo che ci viene risparmiato!"
3. Gli Zar assassinati dagli ebrei
Dopo Nicola Iº, salì al trono il figlio Alessandro IIº, un vero amico
del suo popolo. Nel 1861 egli abolì la servitù e diede la terra ai
contadini. Questa riforma avvenne grazie all'accordo mir delle comunità
rurali, un'istituzione molto più vicina ad un vero e onesto comunismo
che non ad un sistema capitalistico e di tassazione come vediamo nella
Russia Sovietica di oggi.
Quello stesso Zar, Alessandro IIº, che nel 1864 diede al suo popolo
un nuova procedura processuale per il sistema giudiziario, a quel tempo
la più equa e moderna in Europa, fu oggetto di sette attentati alla sua
vita, finché
un ottavo attentato perpetrato da Goldmann, Liebermann e Zuckermann (si
può forse sbagliare la loro razza?) portò in porto con successo i
desideri di Londra.
(La Gran Bretagna, a quel tempo, era sotto
il controllo dei banchieri ebrei della City di Londra)
Alessandro
IIº, il grande benefattore della sua nazione, fu fatto saltare con la
dinamite il 1º Marzo 1881, il giorno in cui avrebbe conferito al suo
paese una
nuova forma di governo costituzionale.
Alessandro IIº non c'era più.
Alessandro
IIIº divenne Zar. Per quanto riguarda questo monarca, che mantenne la
pace europea, noi russi eravamo tutti convinti che
quando morì nel 1894, la causa fosse stata una malattia, in questo caso
un infezione acuta dei reni.
Come fu grande in seguito il nostro stupore quando apprendemmo,
in fuga, in esilio e da fonti ebraiche, che anche questo Zar era caduto
vittima delle menti criminali della tribù di Giuda.
L'ebreo Edgar
Saltus esulta di questo fatto nel suo libro The Imperial Orgy (L'Orgia
Imperiale),
pubblicato a New York nel 1920, nel suo delirio da bava alla bocca circa
il successo avuto nella caduta del mondo Cristiano-Ariano, egli spiega
nel libro come gli Ebrei, lavorando per le potenze dell'Intesa,
Inghilterra, Francia, Stati Uniti e Italia, si sbarazzarono degli Zar
uno dopo l'altro.
Egli afferma inoltre che, mentre le chiese russe pregavano per la salute dello Zar, questi veniva maledetto nelle sinagoghe.
Al
capezzale dello zar malato fu chiamato il suo medico personale,
Zakharin. Un buon nome perfettamente russo, e ora..un Ebreo. Quando
arrivò a visitare lo Zar a Livadiya, aveva tutte le medicine pronte
nella tasca della sua giacca. Che tipo di medicine è facile da
immaginare: un biglietto di sola andata per l'altro mondo.
Dopo
che lo Zar aveva
trangugiato la medicina in buona fede e si torceva dal dolore nel
letto, secondo Saltus, Bakharin si piegò su di lui con un espressione di
ghigno diabolico.
Lo Zar chiese soffocatamente: "Chi siete Voi?"
E la risposta di Zakharin: "Sono un Ebreo!" E con un enorme faccia
di bronzo si girò verso l'imperatrice e i ministri dello Zar e disse:
"Non preoccupatevi, sua maestà sta solo delirando!"
Poi si curvò nuovamente sul morituro e gli ghignò:"State esalando l'ultimo respiro e noi abbiamo vinto!"
Queste parole provengono direttamente dal libro L'Orgia Imperiale dell'Ebreo Edgar Saltus.
4. L'uccisione di milioni di cristiani da parte della Cheka
E venne la rivoluzione russa.
Chi
erano questi amici della gente comune che nel nome della libertà,
uguaglianza e democrazia iniziarono ad annientare la popolazione
Cristiano-Ariana?
Tra di loro c'erano senza dubbio dei veri
idealisti che credevano veramente di poter usare l'assassinio ed il
massacro, la rapina e il furto per creare un mondo più felice ed un
nuovo paradiso di uguaglianza.
Il ben noto risultato, comunque, fu
un inferno vivente fatto di fame, privazioni, disperazione e un
uguaglianza solo in un senso, quello di essere uccisi dalla Cheka
(precursore del KGB) controllata dagli ebrei.
La parola "Cheka"
non è solo un acronimo in russo che sta per "Commissione Speciale per la
Lotta alla Controrivoluzione" ma anche un espressione Yiddish che sta
per macellazione animale.Come fu indovinata questa espressione!
Noi cristiani, che veniamo chiamati "
goyim"
o bestiame, agli occhi degli ebrei non siamo altro che animali. Il Dio
Yahweh ci avrebbe dato delle sembianze umane per risparmiare agli ebrei
l'incombenza di avere servi che somigliassero agli animali.
Il
primo governo provvisorio (dopo l'abdicazione dello Zar Nicola IIº e
subito prima della Rivoluzione Bolscevica del 1917) era composto
esclusivamente da Massoni di iniziazione di lingua romanza, dalla
Francia o dall'Italia e sovvenzionati da denaro inglese. L'aspetto
criminale di questo "governo provvisorio" non conobbe limiti perché fece
la cosa più deplorevole che un governo possa fare: ignorò le promesse, i
fini e gli ideali per i quali ascese al potere e per i quali aveva
abbattuto lo Zar, capo dello stato.
I nove mesi di questo
"governo" non furono altro che un periodo di gestazione, e la Russia
orrendamente gravida partorì all'aborto dell'inferno il 27 Ottobre 1917.
Si può senz'altro affermare che il potere giaceva là inerme ed i
bolscevichi non hanno fatto altro che raccoglierlo.
Per fornire
una sceneggiata alle democrazie amiche all'estero, ci dovevano essere
combattimenti di strada in Russia. E così il primo ministro Kerensky, un
mezzo ebreo il cui vero nome era Kirbis, che significa "zucca", inviò
deliberatamente un battaglione di donne e giovani ufficiali cadetti
nelle fauci di una canea vociante ed assassina, dalla quale furono
sadicamente annientati. Nel frattempo, Kerensky, vestito in divisa da
marinaio, scappò a San Pietroburgo.
Appena prima Kerensky aveva
firmato, per ragioni pubblicitarie, un mandato di arresto contro il
"traditore Trotsky" (il cui vero nome era Lev Davidovich Bronstein). Ma
quando il Generale Polovtsev si presentò con i suoi Cosacchi
nell'appartamento di Trotsky per arrestarlo, seduto su una poltrona di
pelo con trotsky stava proprio Kerensky, che sorseggiavano un liquore.
Prese il mandato di arresto dalle mani dell'attonito generale,
stracciandolo in modo teatrale e poi mandò via il generale a fare la
rivoluzione, un uomo al quale mancò
semplicemente il coraggio di arrestare questa feccia.
In tutti i modi il pubblico russo e quello straniero doveva vedere le scene di guerriglia urbana e bagni di sangue.
Sangue Ariano, naturalmente.
5. Lenin, uno psicopatico sifilitico
I Menscevichi, o "popolo
maggioritario", volevano uno stato, sociale, socialista e pacifico e
proprietà statali industriali limitate come in Svezia.
I
Bolscevichi, o "popolo minoritario" (cioè in maggioranza Ebrei) volevano
un regno di terrore e di totale nazionalizzazione sotto Lenin e
Trotsky.
I Menscevichi misero solo una condizione: che Lenin si spieghi in merito alle accuse di furto dal Partito.
Quando
la conferenza iniziò e Lenin fu sfidato a dare un resoconto, egli si
alzò, infilò le mani nelle tasche e proclamò che la sua posizione nel
partito era così elevata che non doveva nessuna risposta ad alcuno.
Quando Lenin arrivò in Russia dalla Germania, era già in stato di demenza a causa della sifilide non curata o malamente curata.
Con
questo rammollimento del cervello, una specie di
gommosità dei tessuti, aveva ora tutte le qualità per rovesciare le sue
fantasie criminali nelle orecchie della folla schiumante.
La Russia era già in fiamme mentre la malconcia banda di briganti veniva infiammata dallo slogan di Lenin "
riprendetevi ciò che loro ci hanno rubato!".
E
così la canea inferocita si gettò su quello che erano i miseri resti
della società russa. Sotto il gioioso gracchiare dell'Ebraismo, la
Madre Russia fu sommersa.
La malattia mentale che affliggeva Lenin
continuava nel suo corso. Dal suo governo nascevano di continuo idee
malsane una dopo l'altra. I più rinomati dottori in Germania arrivarono a
bordo di aerei nel tentativo di rimettere in sesto questo decrepito
statista truffatore, ma la sua confusione mentale peggiorava
costantemente. Si dice che prima della sua morte ebbe alcuni momenti di
lucidità mentale durante i quali andava a carponi sul tappeto e
pietosamente piagnucolando diceva: "Perdonami, Signore, Perdonami!"
Il
"proletariato internazionale" può esserne davvero orgoglioso: il suo
leader un ladro, il suo profeta un sifilitico, il suo più grande uomo un
assassino di massa.
Invece di guidare il genere umano nella
brillante luce sopra le nuvole, ha affondato l'umanità nella fogna e
non è una coincidenza che il mausoleo, con la "Tomba di Lenin"
assomiglia oggi ad una latrina.
Di Isabella Fanfani scrittrice free-lance, Losanna, Svizzera.